C’è di mezzo la colla, tra le esperienze più insolite degli ultimi anni.
Un adesivo potente – quello che usano i calzolai , per capirci – che
però non riusciva a incollare un’etichetta di raso su una busta di
cellophane. Pressavo spalmavo e soffiavo, poi aumentavo la dose,
stendevo col dito: niente. Dopo un’ora le due parti – le più sottili e
leggere al mondo, raso e cellophane! – erano ancora (fastidiosamente,
spocchiosamente) autonome.
Troppo facile, per uno scrittore, cavarne metafore sulle relazioni. Cosa ci lega, fra due persone, se non basta l’affinità?
Cosa impedisce a due parti simili di allearsi, in assenza di tensioni o
resistenze specifiche? Sostanza molecolare, attrazione o repulsione tra
le parti – è un attimo, e sei alla chimica dell’amore.
[...]
Prima acquisizione: non esiste, è un’utopia, l’Attaccatutto. Secondo: è solo un medium, una sostanza che si frappone fra due.
Dunque deve sintonizzarsi con entrambe le parti. Terzo: la forza e la
pressione non servono, non puoi imporre alcuna alleanza se non c’è
sintonia tra le basi. In pratica, la diplomazia fra stati.
Ma non è la metafora, dicevo, a sedurmi. In verità amo le cose. Non tutte, certo, e non Le Cose feticcio di Perec,
vestiti e oggetti capaci di indemoniarti e perderti nel flusso ottuso
della moda, ma cose-cose, le realtà pulsanti di cui parla Bodei in Vita delle cose. Cose, appunto. E non oggetti (lui distingue fra i due) ovvero prodotti di mercato, merce.
[...]
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Scritto da Elvira Seminara
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